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Eurid contro Eurid? Dal lanciamento dell'estensione europea, tutto sembrava che succedeva nel migliore dei mondi ... almeno fino all'attribuzione dei primi nomi. Però disgraziatamente, si doveva aspettare. La macchina che si voleva senza difetti era rovinata. Durante l'ultima settimana, la nostra redazione fu informata da alcune imprese e alcuni dirigenti di un gran numero, di errori comprovati che potevano pregiudicare in una maniera importante ad alcuni concorrenti e posseditori di diritto. Noi eravamo al corrente, però non conoscevamo il vero prestigio di questi casi che sembravano isolati.
Dopo la nostra ricerca un grande numero di richieste passarono sotto lo statuto di "scaduto" allo stesso tempo che i documenti ricevuti e datati dal pwc. Sembra che incluso il registro è incapace davanti a questa situazione sconosciuta. Però qual' è il problema?.
Come già lo avevamo detto nelle successive occasioni nei nostri articoli anteriori, nel periodo sunrise, qualsiasi persona scelta secondo le condizioni stabilite dall'eurid potevano presentare la richiesta per tentare ottenere il nome della proprietà che corrispondeva alla sua marca. Sebbene nel momento dell'istanza, si concedeva un periodo di 40 giorni per permettere trasmettere i documenti richiesti al registro e all'agente di confermazione (pwc.be).Generalmente, di questa fase s'incarica l'ufficio di registro al quale avevano confidato la richiesta del suo nome di proprietà. Partendo dal ricevimento dei documenti per il pwc, si segna una nuova data per informare al richiedente, come altrettanto ai concorrenti, che i documenti arrivarono all'agente di confermazione. Lui dovrà esaminarli e dare la sua decisione in quanto all'accettazione o alla disistima dell'istanza. In caso che i documenti non arrivino al pwc nel termine di 40 giorni, lo statuto dell'istanza si considera "scaduto". Questo significa che non si tiene in conto e per tanto si respinderebbe la petizione. Fu esattamente quello che accade, eccetto che i documenti erano stati inviati correttamente e confermati dal pwc.
È inutile risaltare lo stupore e il panico degli incaricati degli elenchi. Essendo prevenuti di questa irregolarità,che abbiamo pensato che è tecnica, l'eurid non è in condizione di riparare questi statuti alla sua vera posizione. Per tanto, è obbligato a fare un procedimento interno contro sé stesso (da ciò si deduce la piccola stella visibile nei quadri consultati su www.whois.eu). Il procedimento degli esami degli incarti hanno un differimento incommensurabile (alcune proprietà potranno essere convalidati previo l'esame nel 2007). Una colonna nella pianificazione si aggiunge alle altre già esistenti. Questa volta per permettere integrare al calendario dei procedimenti di revisione o del ADR che altri nel terzo posto desiderebbero intervenire contro la decisione dell'eurid.
È necessario ricordare, che è la prima volta nella storia del mondo dei nomi di proprietà che un registro si incarica d'introdurre un'estensione di tanto prestigio rispettando nella migliore maniera possibile a tutti i "posseditori dei diritti".
Questo problema apparve posteriormente all'apertura della sunrise. Però anche comproviamo un altro vuoto, che questa volta, sembra esisteva tempo fa prima del lanciamento dell'estensione.
Anteriorità o territorialità? Un'Europa che soffre l'assenza di referenze elettroniche.
In effetto, il procedimento "sunrise" doveva permettere ai posseditori di marche depositare i loro nomi durante la sua prima fase. Fin lí, l'intenzione era lodevole. Però fu nel metodo di trattamento e atribuzione dei nomi dove le cose si complicarono. Se si appoggiano sul fatto che una persona ha un diritto protetto dalla proprietà intelettuale o industriale, non deve sottomettere più il suo diritto a norma o difficoltà tecnica interna di un organismo privato che favorirà al primo in arrivare. Il proprietario di una marca deve avere il diritto dovuto alla data del registro della sua marca e non potrebbe avere il suo diritto escluso a causa di un regolamento interno. In questa norma dell' Eurid, c'e manifestamente un abuso di diritto in quanto all'attribuzione di un nome a una persona la cui marca si registrò con il fine di rispondere alle esigenze del registro per l'attribuzione di un nome di proprietà: una marca registrata con validità. Esempio: Il Signore Dupont possiede la marca "abc". La deposita nell'impi l'uno gennaio del 2000. La marca è pubblicata e confermata nelle classi richieste dal futuro proprietario. Dopo Il Signore Durant scomporre questa stessa marca, in classi diversi per una distinta attività l'1 gennaio 2004. Di nuovo la marca è pubblicata e confermata nelle stesse condizioni. I due concorrenti presentano una richiesta all'eurid, il nome sarà attribuito a colui che presentò per primo la sua richiesta e non a colui che ha avuto l'anteriorità - in quanto alla data - sulla marca. In diritto, quando l'attività si esercita a livello nazionale, la territorialita della marca sia nazionale o regionale, ha un'importanza considerevole. Però l'anteriorità è primordiale quando si tratta d'Internet ed è precisamente il caso del quale ci occupiamo. Nel caso, dove la territorialità già non ha senso, si vede tanto male come impedire a una marca registrata in Francia che non esporti dalla rete delle redi ai paesi limitrofi, o incluso a livello internazionale. Davanti a questo dilemma, sembra che l'eurid si piegò a soluzionare la territorialità più che l'anteriorità. Un assurdo per un registro che offre l'estensione d'Internet del.eu!. In questo caso ipotetico, il trattamento è più semplice per l'eurid, però le vittime più numerose. Non si preoccupa del vero diritto con relazione alla data del registro della marca e il controllo è più facile, più semplicista. Il primo ad arrivare vedrà il suo incarto esaminato con una totale ignoranza di quello che il seguente presenterà come se fosse diritto. Questa norma stabilita che il primo in arrivare avrà la proprietà stimolò anche ad altre forme di articolazioni che deviavano la buona volontà dell'eurid. Tenendo in conto che un registrar accreditato dall'eurid, ha il diritto di presentare un'unica richiesta per secondo, alcuni misero una moltitudine di incarti di accreditazione con i nomi delle imprese finte con il fine di aumentare questo numero. La maggior parte dei nomi in prima posizione appartenevano ai propri registrars. Però l'Eurid non fece nessun controllo per assicurarsi la sincerità di queste richieste. Era sufficiente osservare la data della creazione e il capitale sociale di queste società, creati alcuni giorni prima con a volte 100 libbre sterline o euri. Si fa notare che ogni incarto doveva essere accompagnato pagando 10.000 Euri. Questo, è da riflettere. La soluzione più ragionevole probabilmente sarebbe stata, sicuramente, per favorire l'anteriorità della marca facendo il ricevimento della totalità delle richieste in un tempo determinato, a uno studio dell'anteriorità delle marche e in conseguenza dando il nome di proprietà al padrone della marca più antica. Si Europa si unifica, questo dovrebbe essere tanto per il migliore quanto per il peggiore. Un nome di proprietà in .eu ha una disposizione europea,per tanto la territorialità nazionale perde il senso. Per di più, il metodo eletto favorisce le derive incitando ad alcune persone mal intenzionate a deviare lo stesso principio dei diritti delle marche registrando totalmente i nomi generici davanti a un organismo ufficiale della proprietà intelettuale. Per quello gli uffici di registro di marche del Benelux francese e i principali paesi europei, videro la loro richiesta di marca aumentare più di un 500 % (dovrà vedersi un 1000 % in alcuni paesi). Questo succese durante i primi mesi dell'anno 2005,data che corrisponde alla pubblicazione delle norme di attribuzione dei nomi di proprietà in .eu. Alcune persone indipendenti (pricipalmente professionisti di proprietà) sono responsabili di più di 2000 marche, che non si useranno mai nella sua prima disposizione. Questo devia la nozione di marca dal suo oggetto iniziale. Da qui in poi, i numerosi procedimenti ADR seguono il loro corso. Sembra facile immaginare la conseguenza degli avvenimenti nei mesi seguenti. Il costo di questi procedimenti dovrebbe dissuadere a un gran numero. È necessario contare con 4000 euri per un procedimento ADR (incluso le spese dell'avvocato). È un peccato che la costruzione d'Europa non sia portatrice di un maggior numero e conosca tanti fallimenti. Solo il futuro ce lo dirà.
L'Eurid si spiega
Dopo la redazione del nostro articolo e il momento della sua pubblicazione, ricevemmo una risposta da parte dell'eurid in questi termini, mercoledí 15 marzo 2006 - 14: 59: "Signori, Signori : Il loro nome di proprietà cosí come il numero limitato di altri applicazioni sono considerati "scaduti" nella nella base di dati WHOIS; sebbene inviarono i loro documenti in tempo. Questo è un errore tecnico che dovrà correggersi prossimamente. In conseguenza non è utile riagire. La loro domanda si tendrà in conto e la base di dati WHOIS sarà messa in tempo al più presto possibile.
Le nostre scuse per questo inconveniente.
Distiniti saluti.
La dotazione EURid".
Mercoledí 15 marzo 2006 14.59
S.B.
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