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Chi disse che l’autunno era una stagione tranquilla? Sebbene l’ultima riunione dell’ICANN è già un ricordo, l’intensa attività in queste ultime settimane dimostra che i protagonisti del mercato continuino a lavorare senza viaggiare! Con tutti gli onori, certamente, per l’.EU che è stato il tema della settimana con- finalmente! – la firma del contratto di concessione fra la Commissione Europea e l’EurID , il consorzio Belga, Italiano, e Svedese. Fu necessario meno di due anni alla Commissione per decidersi sul tutto dei criteri secondo i quali il Registro autorizza a iscrivere i famosi .EU. Se questa estensione è da molto tempo che sembra una serpente (la soggezione della “chiamata espressione d’interesse” con data 25 ottobre 2002!), oggi si può domandare sull’ammissione che le daranno gli usuari dei nomi di proprietà: che senso ha l’estensione europea se ogni volta è più accessibile per tutti senza limiti di paesi “essere il primo in arrivare, primo nell’essere atteso”.Anche l’ultimo studio pubblicato da VeriSign manifesta che si registra ogni volta più nomi in “estensioni di paesi” (ccTLDs). Potranno immaginarsi che se le imprese con una forte presenza europea volessero proteggersi del cybersquatting mettere “a posto” le loro estensioni, quanti dei sei milioni di nomi di proprietà tedeschi (.DE) sarannno””cambiati” in .EU?.Il caso di Francia è anche molto interessante: mentre che l’AFNIC finalmente finí con il suo cambio verso la liberazione che implicava un progresso nella suscrizione al .FR, e che il .COM è quasi il re e non comparte con le imprese, che succederà con il .EU?. La risposta sarà pronta in alcuni mesi, giacché la possibilità di registrare gli.EU non si aprirà fino alla firma del contratto fra EurID e l’ICANN; e il “sunrise period”. Se la riuscita degli .EU è incerta,”il gruppo capo” sarà conservato per i tre gTLDs storici che sono il .COM, il .org e il. net che celebrano vent’anni questo mese.Quest’anniversario dovrebbe essere segnato con la pubblicazione di un ”convocamento di proposte” (RFP); per riprendere la pratica del .net nelle mani del VeriSign che si dedicava soltanto al lucrativo .COM. Si ricorda che il .Org fu lo scopo di un metodo simile due anni fa per cadere nelle mani dell’Association Internet Society (ISOC) con l’appoggio tecnico di Afilias, il Registro del . Info. D’altra parte, c’è un rumore che quest’ultimo è in posizione di riprendere il .Net come NeuStar, il suo competitore del .Biz. Amministrare le diverse estensioni allo stesso tempo è, infatti, un’ eccellente forma di fare economia: tecnicamente lo stesso materiale e gli stessi metodi sono usati per un’estensione o per cinque, e mentre più sia il numero di estensioni si potrebbero differire i costi! Allora, il .Net ha una storia nascosta? Non soltanto: è questa l’estensione che usa la maggior parte delle infrastrutture sulle quali si appoggia Internet (i famosi “servitori radici”, fra altri) e il nuovo operatore sarà giudicato secondo i criteri estremadamente esatti. È senza dubbio , per questo che, sebbene i candidati hanno fino al 30 novembre per presentare le proposte, i resultati finali non saranno comunicati fino agli ultimi giorni del mese di giugno, dopo un lungo processo di auditorato finanziario, tecnico e “politico” La scelta sarà anche determinante per il mercato: il .Net generalmente è la prima alternativa al .COM quando il nome desiderato è gia occupato. Magari l’operatore prossimo decida competere con il .COM in modo frontale, con un’estensione molto conosciuta nel mondo, e cosí il paesaggio dei nomi dei proprietari protrebbe cambiare assolutamente!
S.B.
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