 | Il numero sempre più maggiore di littigi nel mondo di Internet ormai non sorprendono più nessuno. Il trasferimento è accaduto. Appena dieci anni fa il corpo giudiziario considerava i littiganti come ovnis, o almeno come stravaganti, oggi il dominio copre un attrattivo al più serio. L’abbondanza di decisioni, spesso contradittorie dei giudici, riferite appena il fatto delle practiche su Internet, somministra un campo propizioso per tutte le speculazioni e attese perfino per il più dei mortali nella sua vita elettronica. La legislazione è sempre più abbondante. Tanto per citare la più recente, nello Stato di New Cork, è stata votata una legge, nel mese di agosto scorso, riferita alla riserva dei nomi di dominio, Cf. Articolo “Quando New York fa la sua legge” Solo una cosa non è cambiata, tutta la procedura, qualunque sia, comincia di solito, da un atto giudiziario. È proprio questo punto che la Dottoressa Murielle-Isabelle Cahen, specialista in Diritto delle Tecnologie dell’Informazione, della Comunicazione e del Diritto dell’informatica, condivide con noi. Sam Syamak Bavafa Per Domainews.fr / Domaine.info Internet, mezzo inmateriale per eccellenza, ha presentato nuovi problemi in materia di amministrazione dal punto di vista tecnico e giuridico.  Punto di vista tecnico: I dati che circolano qui sono a disposizione nel mondo intero senza interruzioni. Questo può presentare numerosi vantaggi per il notaio pubblico che può procedere a tutte le operazioni di ricerca necessarie e copiare tutti i dati di littigio, nonostante ci vogliono alcune condizioni tecniche.
Ed è così che i giudici hanno ammesso dopo intenti vari, la regolarità di tali atti e l’assenza di procedure previe alle petizione nei casi in cui non ci sia penetrazione nel domicilio di un individuo (TGI Parigi, 14 agosto 1996, TGI Parigi, 5 maggio 1997, TGI Parigi, 10 giugno 1997). Inoltre, in un verdetto del 25 ottobre 2006, la Corte di Appellazioni di Parigi ha considerato che l’atto permette al notaio pubblico solo catturare pagine dallo schermo e non effettuare copie o “aspirare” un sito in Internet sotto pena di fare una falsificazione descriptiva.
Comunque, in un verdetto del 17 novembre 2006, la stessa Corte rifiutò accordare valore provatorio ad un atto di giustizia realizzato dalla cattura da schermo. Infatti, in questa relazione in opposizione alle imprese Net Ultra e AOL France, “non si faceva riferimento all’ indirizzo IP del materiale servito per l’atto, le cookies non erano state sospese e la memoria nascosta non era stata svuotata, nel momento dell’atto. Questo no permetteva quindi di stabilire con certezza se le pagine consultate erano effettivamente in linea al momento in cui l’atto è stato fatto. Difatti, l’atto di giustizia non era nullo ma ormai non aveva più valore come prova. Allo stesso modo nel suo giudizio la Suprema Corte di Giustizia di Mulhouse considerò che la mancanza di rigore durante lo stabilimento del processo verbale dell’atto restava forza provatoria e disistimò l’impresa querelante la sua azione per falsificazione e parasitismo
In conseguenza, conviene concludere dicendo che perché un atto di giustizia sia valido, il materiale del quale esso proviene dev’essere il più «neutro possibile». Detto in un altro modo, non deve assolutamente interferire nella consultazione del sitio come dal resto succede nel momento dell’atto. Questo ci dice ancora ch’è indispensabile che:
- l’apparecchio dal quale il notaio procede all’atto sia identificado nello stesso indirizzo IP, in modo da poter ricordarlo con i dati di collegamento provisti dall’alloggiatore del sito in litigio.
- tutte le cookies siano state sopprese dal computer in modo da non influire sulla navigazione del notaio nel sito.
- la memoria nascosta sia stata svuotata per assicurare che il sitio visualizzato dal notaio compaia nella sua versione più recente in modo da garantire la data r l’ora dell’atto.
Queste precauzioni non sono difficili da impiantare ma servono all’atto per acquistare sufficiente valore provatorio agli occhi del giudice.
Estas precauciones no son difíciles de implementar pero le garantiza al acta adquirir un valor probatorio suficiente a los ojos del juez.
Punto di vista giuridico:
Il problema che presentano questi tipi di atto può essere criticato in considerazione sul terreno della legalità della prova. In effetti, i guidici vigilano scrupolosamente che una parte non mescoli un vantaggio provatorio con una sorpresa, l’incorrezione o il fraude e secondo il principio della contradizione.
Dunque, quando il notaio accede al sito di un’impresa, lo fa come qualsiasi internauta senza identificarsi specificamente. Se lui facesse questo supprimirebbe ttutto elemento di sorpresa e l’editore del sito avrebbe le possibilità di ritirare tutti i dati littigiosi e, quindi, di far diventare tutta prova in impossiblile...
È quindi necessario trovare un giusto equilibrio fra l’effetto sorpresa e la legalità della prova.
Innanziché, è possibile che un’ e-mail inviata subito dopo l’atto e precisando le modalità di essa e il suo contenuto, sia sufficiente per garantire questa legalità a patto che il titolare del sito sappia che si trova in linea in un momento preciso. Non sará dunque sorpreso dal contenuto dell’atto e avrà avuto la posibilita di preparare la sua difesa alla maniera di una prova classica. Dottoressa Murielle-Isabelle Cahen AVVOCATO ON LINE |  |